giovedì 10 luglio 2008

Lettera -1

Quando mi visita è sempre notte, anche di giorno è come notte perché o le tende della mia stanza sono tirate per non farmi distrarre dalla vista della città e lavorare o mi sono addormentato sulla sedia, con i pennelli che si seccano, e ho gli occhi chiusi e il suono del televisore nelle orecchie. Mi sveglio con la voce di una donna che dice di volere sposare solo uomini che riescano a farla ballare, e lui mi osserva seduto sulla poltrona davanti al letto. Ho pensato che eliminando la poltrona avrei eliminato lui, ma mi ha letto nel pensiero e detto che sarebbe inutile.

Cosa vuole da me.

Vuole che lo disegni. Io ho paura che ci sia sotto qualcosa. Non mi costerebbe nulla disegnarlo. E non mi importerebbe di moltiplicare la sua immagine e farlo adorare perché non credo che senza la mia opera verrebbe adorato di meno. Ma finché non so cosa vuole davvero non faccio neanche uno schizzo a matita.

Qualcosa nella mia vita.

Il mio passato ha momenti torbidi come quasi tutte le persone che conosco, ma non più torbidi. Ho mentito, ho tradito, soprattutto tradito. Per qualche mese ho avuto tre donne e tutte credevano di essere l’unica e io cercavo di rendere l’illusione perfetta pagando cene e facendo recapitare fiori. Ho quasi ucciso un uomo che attraversava la strada, ma non sulle strisce.

Mi ha stupito la prima volta.

Mi aspettavo un ragazzo con i capelli rossi e gonfi e il naso che cola, o un vecchio. Invece è un uomo dai capelli lucidi, scriminatura al centro.

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