Un giorno, subito dopo pranzo, squilla il telefono.
"Pronto?" dico. Di solito risponde Sheila, ma ora è di là con i cani.
"Ciao, Egidio."
È lei. Rossana. La sua prima telefonata. Non le ho mai dettato il numero.
"Ciao."
"Mi vedi?"
"Veramente no. Sai, per telefono non è facile..."
"Spiritosone. Alla finestra."
Mi affaccio. Dal terzo piano del condominio di fronte, una sagoma confusa mi fa cenni con la mano.
"Ah, sì, ti vedo."
"Io no, ma non importa. La mogliettina è in casa?"
"Sì... Cioè, non è propriamente la mia mogliettina..."
Lei fa una piccola pausa. Sta pensando a qualcosa. Poi: "Vieni su da me?"
"Ma..."
"Ti offro un caffè."
"L'ho già bevuto" dico, pentendomene subito. E aggiungo all'istante: "Ma un altro non mi farà male."
"Ecco, bravo. Inventa una scusa con la tua signora e corri qui."
Il suo tono è innocente; pare che mi proponga davvero solo di prendere un caffè con lei. Mi metto a preparare la borsa della palestra.
"A quest'ora?" brontola Sheila appena lo nota.
"Eh..." dico.
"Dopo mangiato ti farà benissimo, vedrai" dice sarcastica.
"Parli come mia madre, amore" butto lì, leggero, per smontarla.
"D'altra parte, sono cavoli tuoi. Con il caldo che fa..."
"Ciao, torno presto."
"Sei proprio un fissato" postilla lei, mentre riprende a pulire le chiostre dei cani con uno spazzolino ricurvo.
"Pronto?" dico. Di solito risponde Sheila, ma ora è di là con i cani.
"Ciao, Egidio."
È lei. Rossana. La sua prima telefonata. Non le ho mai dettato il numero.
"Ciao."
"Mi vedi?"
"Veramente no. Sai, per telefono non è facile..."
"Spiritosone. Alla finestra."
Mi affaccio. Dal terzo piano del condominio di fronte, una sagoma confusa mi fa cenni con la mano.
"Ah, sì, ti vedo."
"Io no, ma non importa. La mogliettina è in casa?"
"Sì... Cioè, non è propriamente la mia mogliettina..."
Lei fa una piccola pausa. Sta pensando a qualcosa. Poi: "Vieni su da me?"
"Ma..."
"Ti offro un caffè."
"L'ho già bevuto" dico, pentendomene subito. E aggiungo all'istante: "Ma un altro non mi farà male."
"Ecco, bravo. Inventa una scusa con la tua signora e corri qui."
Il suo tono è innocente; pare che mi proponga davvero solo di prendere un caffè con lei. Mi metto a preparare la borsa della palestra.
"A quest'ora?" brontola Sheila appena lo nota.
"Eh..." dico.
"Dopo mangiato ti farà benissimo, vedrai" dice sarcastica.
"Parli come mia madre, amore" butto lì, leggero, per smontarla.
"D'altra parte, sono cavoli tuoi. Con il caldo che fa..."
"Ciao, torno presto."
"Sei proprio un fissato" postilla lei, mentre riprende a pulire le chiostre dei cani con uno spazzolino ricurvo.
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