Tim non si ricordava l’ultima volta che aveva stappato una bottiglia. Se poteva, evitava di farlo dal Capodanno del 1983, quando Pesca aveva perso l'occhio sinistro.
Lasciava che se ne occupasse Esther, che se la cavava comunque meglio di lui. Il tappo di sughero usciva con un lievissima pressione del pollice, senza che nessun residuo cadesse nel vino.
Tim non riusciva tuttora a credere che non se ne fosse accorto nessuno. Tutti avevano avuto il tempo di brindare e abbracciarsi e darsi pacche sulle spalle, prima di vedere Pesca sdraiato dietro il pianoforte con le mani sulla faccia.
Il 1984 sarebbe stato un anno terribile per Pesca, al di là di ogni immaginazione per un ragazzo di tredici anni. Avrebbe dovuto abituarsi a infilarsi e togliersi l’occhio, e a mettere l’occhio tutte le sere in un bicchiere d’acqua. Chissà se era vera quella storia del bicchiere. Gliel'aveva raccontata sua madre. L’occhio doveva rimanere pulito, ecco perché.
Lasciava che se ne occupasse Esther, che se la cavava comunque meglio di lui. Il tappo di sughero usciva con un lievissima pressione del pollice, senza che nessun residuo cadesse nel vino.
Tim non riusciva tuttora a credere che non se ne fosse accorto nessuno. Tutti avevano avuto il tempo di brindare e abbracciarsi e darsi pacche sulle spalle, prima di vedere Pesca sdraiato dietro il pianoforte con le mani sulla faccia.
Il 1984 sarebbe stato un anno terribile per Pesca, al di là di ogni immaginazione per un ragazzo di tredici anni. Avrebbe dovuto abituarsi a infilarsi e togliersi l’occhio, e a mettere l’occhio tutte le sere in un bicchiere d’acqua. Chissà se era vera quella storia del bicchiere. Gliel'aveva raccontata sua madre. L’occhio doveva rimanere pulito, ecco perché.
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